La nostra fraternità

Frati

Quando il giovane Francesco di Assisi cominciò a seguire il Signore, ben presto alcuni suoi amici gli chiesero di vivere con lui e come lui: “Il Signore mi diede dei fratelli” dirà nel suo Testamento. Vissero nell’esperienza di essere e sentirsi figli di Dio, e quindi fratelli tra di loro.Fratelli, cioè frati.Non è pensabile che un frate viva da solo: vive con gli altri, cioè in una Fraternità. E non è pensabile nemmeno che i frati rimangano rinchiusi nel loro convento: vivono in contatto con tutti, come fratelli degli uomini, delle donne e del creato. “Il nostro chiostro è il mondo”.

Minori

Il papà di Francesco era un ricco mercante e tendeva alla ‘scalata’ per diventare sempre più uno di quelli che contano nella società e che dominano con i soldi, il prestigio, il potere: essere tra i ‘maiores’.Francesco scelse l’altra strada: diventare ‘minore’, cioè entrare nella categoria dei ‘piccoli’ del Vangelo, come Gesù che venne non per essere servito ma per servire.Volle essere “frate minore” e volle che così fossero e si chiamassero quanti lo seguono.

Attualmente

A Lonigo san Daniele siamo in 11 frati, dai 42 ai 96 anni. Una diversità e una varietà che balzano evidenti: diversità di formazione, di provenienza, di carattere, di storia intessuta dalle varie esperienze. Diversità anche di ruoli all’interno della Fraternità e nelle attività svolte. Solo il fascino di Francesco può riuscire a mettere insieme persone così diverse e tentare di intessere una Fraternità! Francesco stesso, quando gli chiesero quale fosse il suo identikit di ‘frate’ restò per un momento perplesso; poi mise in armonia quelle che sono le particolarità che qualificano ogni persona.

“E diceva che sarebbe buon frate minore colui che riunisse in sé la vita e le attitudini dei seguenti frati:

la fede di Bernardo,la semplicità e la purità di Leone,la cortesia di Angelo,l’aspetto attraente e il buon senso di Masseo,la mente elevata nella contemplazione che ebbe Egidio,la virtuosa incessante orazione di Rufino,la pazienza di Ginepro,la robustezza fisica e spirituale di Giovanni delle Lodi,la carità di Ruggero, …” (FF 1782).

In cosa consiste la nostra vita

Non si può descriverlo in poche righe. Anche perché è un ‘vivere’ prima che un ‘agire’. Come nella vita di una famiglia, al primo posto vengono le relazioni, le attenzioni verso le necessità dei fratelli, ciò che è utile per lo svolgimento della vita quotidiana. Così ogni attività è importante non in se stessa, ma in quanto è un contributo per la Fraternità.

Lavoro manuale in orto, cucina, sacrestia, biblioteca, parco, ambienti interni, assistenza ai frati anziani o ammalati, ministero in chiesa e nelle parrocchie vicine, assistenza all’Ordine Francescano Secolare e alla GiFra, animazione dei gruppi di ragazzi e adolescenti, accoglienza di persone singole all’interno della vita della Fraternità, studio, …

Tutto ciò è possibile e può portare frutto solo se alla base i frati coltivano un profondo rapporto con Dio nella preghiera, nel confronto con la Parola,…