Carissimi fratelli e sorelle,

mai come quest’anno sembrano estremamente vere e attuali le parole del profeta Isaia che ascoltiamo nella santa messa della notte di natale: “Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse”. Si siamo noi quel popolo che cammina nelle tenebre dello sconforto e della desolazione in questo periodo storico e drammatico che stiamo vivendo a causa della pandemia da covid. Ma il S. Natale, la festa delle feste come S. Francesco amava definirlo, viene a ridonarci la certezza che non siamo soli nelle nostre solitudini perché viene il Signore, la luce del mondo, chi segue me non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita (Gv 8,12).

Certo la fede e la speranza in questo tempo sembrano vacillare ma è proprio in questi contesti che la fede può emergere, può venire fuori, quella fede che testimonia e sa contagiare l’altro nella certezza che Lui è vicino a ciascuno di noi e che nulla potrà mai separarci dall’amore di Cristo (cf. Rm 8,35). Mi risuona nel cuore un canto di qualche decennio fa che inizia con queste parole: “Se dentro me ho perso la speranza e sento che certezze più non ho, non temerò, ma aspetterò in silenzio perché io so che sei vicino a me”. Nell’ultima enciclica, Papa Francesco scrive: Viene, sta accanto, ci parla, si dona nel pane eucaristico, si presenta nel volto di chi ci chiede attenzione e desidera che noi lo imitiamo lì dove la carità ci chiede di essere dono «alla persona bisognosa di aiuto, senza guardare se fa parte della propria cerchia di appartenenza»” (Francesco, Fratelli Tutti, n. 81).

La bellezza del Natale allora, sta proprio nel sentirci rialzati quando non abbiamo più le forze, amati da Colui che sarà con noi nel buio della notte. Si ci rialzerà e in alto voleremo. È lui che viene sulla terra per illuminare e dare senso ai nostri giorni, alle nostre fatiche e speranze, alle tante nostre povertà. Sebbene il Natale è un grande festa per tutti noi, è pur vero che la nostra attenzione non può soffermarsi sull’ora in cui Gesù deve nascere. Il natale per noi cristiani, è lasciare spazio all’azione di Dio nel nostro cuore, una buona cosa evidentemente da fare tutto l’anno e non solo a Natale. Cosa che nessun Dpcm può vietare.

È questo il senso del natale in cui Lui, il Creatore, si è fatto pane spezzato per tutti. Venendo sulla terra Gesù si è fatto prossimo di tutti e oggi chiede a noi di fare altrettanto, restando VICINI A CHIUNQUE (Cf. Fratelli tutti, 81) come lo slogan che anima la nostra iniziativa di carità per questo tempo, con il dono di una spesa per i più bisognosi che bussano alla porta del nostro convento. E quel gesto di carità che riusciremo a compiere in questo periodo “copre una moltitudine di peccati” (1Pt 4,8) e diviene il segno concreto dell’accoglienza di Colui che è venuto in mezzo a noi per donarci pace, speranza e amore. 

L’immagine della Sacra Famiglia di Nazareth che abbiamo voluto proiettare sulla facciata della nostra chiesa ci invita quest’anno a vivere il Natale in famiglia, rafforzando le nostre relazioni e gustando il calore e l’accoglienza della propria casa. Un Natale dove possiamo cogliere l’occasione di sperimentare maggiormente la bellezza dell’essenzialità e della sobrietà ma con la certezza che viene il Signore, viene Colui che ci illuminerà nelle nostre tenebre, ci rialzerà e voleremo alti insieme a Lui. Il presepe che avete realizzato in casa avrà, allora, ancora più valore se sarà l’espressione di cuori consolati e infiammati dal Suo amore che, come i pastori di Betlemme, desiderano andare incontro a Gesù che si rende presente nella nostra vicenda quotidiana.

 

Auguri di Buone feste
carichi di speranza e di luce

i Frati Minori di S. Daniele