Tra le pareti di San Daniele, lungo i secoli, incominciando dai primi tempi della sua ripresa nel Quattrocento, abitarono e furono ospiti frati eletti, alcuni già collocati sugli altari, altri in attesa del giudizio della Chiesa.

Tra le figure più significative ricordiamo:

  • S. Giovanni da Capestrano (1386-1456)
  • S. Giacomo della Marca (1394-1476), infaticabile evangelizzatore sulle vie d’Italia e dell’Europa, difensore dei poveri con la diffusione dei Monti di Pietà, dimorò a San Daniele per un periodo della sua vita.
  • Beato Bernardino da Feltre (1439-1494) che vi dimorò in vari periodi. Nel 1480 tenne una predicazione a Lonigo con grande concorso di popolo.
  • Venerabile Antonio Pagani (1526-1589) che di ritorno dal Concilio di Trento, ove era stato teologo consultore, prese dimora a San Daniele.
  • Venerabile Francesco Gonzaga (1546-1620) ministro provinciale del Veneto, visitò più volte il convento laoniceno e vi dimorò particolarmente nel 1577 e nel 1582.
  • Servo di Dio P. Angelico Melotto nativo di Lonigo. Dopo 22 anni di lavoro nella missione dell’Upéh orientale, in Cina, catturato dai briganti fu sottoposto ad ogni sorta di tormenti, finché, crudelmente ferito a morte, ottenne la palma del martirio il 14 settembre 1923.
  • Servo di Dio P. Adriano Osmolowski, nato in Bielorussia da genitori polacchi il 13 dicembre 1838, ostacolato nei suoi ideali di fedeltà alla Chiesa Cattolica e all’ideale francescano, preferì l’esilio volontario. A Lonigo passò tre periodi della sua vita dal 1892 al 1924 anno della morte. La sua tomba in chiesa, che conserva il corpo trovato incorrotto nel 1950, è costantemente meta di devoti, che hanno sperimentato l’efficacia della sua intercessione. Il 2 dicembre 1975 vi giunse pellegrino anche il Papa Giovanni Paolo II, allora cardinale di Cracovia. Siamo in attesa della sua beatificazione.
  • Un testimone della fede dei nostri giorni è P. Clemente Gatti, che qui a Lo nigo ebbe la sua formazione come novizio e poi vi dimorò come insegnante di teologia. Trascorse l’ultimo periodo della sua vita in Romania, durante il dominio comunista. Arrestato e processato, fu condannato a 15 anni di duro carcere. Si spense il 6 giugno 1952 tra i suoi confratelli che tanto amava.
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