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Fu subito dopo la prima guerra mondiale, con la ripresa delle attività ordinarie che, i frati, del Convento di San Daniele si preoccuparono anzitutto delle vocazioni.

Un grande animatore di questo progetto vocazionale, fu il nuovo rettore, padre Benigno Migliorini. Affidandosi al potente avvocato presso il Signore, Sant’Antonio di Padova, affidò ad esso il grande progetto.

I frutti non mancarono. I ragazzi incominciarono ad arrivare da varie parti del Triveneto; le domande aumentarono e i giovani erano accolti come dono del Signore, tanto che nel 1923, erano arrivati ad un centinaio. Il vecchio convento non poteva più ospitarli, lo spazio era insufficiente. Si decise così di costruire un nuovo fabbricato affidandosi alla Provvidenza che non venne mai meno.

La prima pietra dell’erigendo Probandato, fu posta il 16 settembre 1923. Due anni dopo, il 3 maggio 1925, il maestoso edificio fu solennemente inaugurato. Accoglieva 120 fratini. Il patriarca di Venezia, card. Pietro La Fontaine, l’arcivescovo di Bologna, cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca e altri vescovi onorarono con la loro vista quel nido, che divenne uno degli istituti esemplari per tutto l’Ordine Serafico.

Terminata la costruzione del Probandato Antoniano (Seminario Francescano), i frati di San Daniele continuarono il cammino sulla via di nuove iniziative, anche quando la strada si presentava aspra e dura. I frutti si iniziarono a vedere. I fratini di un tempo, arrivati al sacerdozio, iniziavano il loro apostolato nei vari campi di attività; santuari, parrocchie, ospedali e scuole, senza tralasciare le terre di missione: Palestina, Cina, Egitto, Etiopia.

Ma vennero ancora i tempi tragici a turbare la pace: la guerra etiopica del 1935-36 e, a poca distanza, la seconda guerra mondiale 1940-45. I frati fecero il loro dovere al servizio della patria o come semplici soldati o cappellani militari.

Terminata la guerra, che aveva cagionato tanti disastri materiali e morali, la vita del Probandato riprese normalmente. Le vocazioni continuarono ad affluire e non si notava una diminuzione; però sorgevano nuove esigenze volte a dare ai giovani una formazione più consona ai tempi. A tale scopo gli educatori sentirono la necessità di un ampliamento del fabbricato.

Nell’aprile del 1950 fu iniziata la costruzione della nuova “ala” del Probandato. Anche per  questa impresa non mancarono le difficoltà, ma non venne meno la fede nella Provvidenza e, proprio all’inizio del lavoro, ancora venne incontro “un prestito grazioso”, anzi una donazione.

Dopo sei anni di lavoro intenso e trepidante, il 30 settembre 1956, la nuova costruzione fu benedetta e inaugurata. Sant’Antonio completava il suo  miracolo iniziato quarant’anni prima.

Tra le due grandi “ale” del Probandato, fu costruita, in elegante armonia, la nuova cappella, ampia, originale, ricca di marmi pregiati e di vetrate illustranti la Via Crucis ed episodi della vita di Sant’Antonio. Era il cuore di tutto il grande complesso e invito perenne alla preghiera e alla riflessione.

L’onere finanziario impegnò per vari anni i frati, ma non venne mai meno la generosità di tanti benefattori. Notevoli aiuti vennero anche dagli alpini del battaglione Val Leogra, che, animati dal loro cappellano, padre Ignazio Faccin, dotarono di un organo la nuova cappella.

Per lunghi anni il seminario è stato custodito e ben conservato dall’impegno dei fratini (seminaristi) che, oltre a frequentare le scuole esterne (liceo “L. Pavoni”, istituti di agraria e di formazione professionale), hanno accudito gli animali che si trovavano nel giardino dello stesso edificio e che erano diventati una attrattiva per coloro che frequentavano la chiesa ed il convento (volpi, cigni, fagiani, daini, pappagalli, scoiattoli…).

Passano gli anni, la società si evolve e anche per il seminario francescano sono arrivati i tempi duri. In questo ultimo decennio il numero dei seminaristi si è lentamente ridotto fino ad arrivare, nel 2007, alla chiusura dello stesso. Tuttavia non è cessata l’attività e la pastorale verso i giovani. Oggi, gli spazi, un tempo adibiti a seminario, ospitano mensilmente gruppi di adolescenti che, seguiti dai frati, impostano la loro vita alla scoperta della volontà del Signore, attualizzando il progetto che Egli ha per ognuno di noi.

Fr. Mariano Franchin


 

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