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La Rinascita della comunità dopo le soppressioni, nel 1891, per interessamento di don Domenico Toffanin da Lonigo e del Padre Provinciale Serafino da Bollentina permise che il convento divenisse sede di noviziato e poi di un istituto scolastico ad indirizzo filosofico e teologico. Esso possiede attualmente una biblioteca, con oltre 17.000 volumi, formatasi a partire dalla prima metà dell’800. Ecco le varie sezioni: Agiografia, Ascetica, Cristologia, Eloquenza profana, Filosofia, Geografie-etnografie-guide, Letteratura italiana, Mariologia, Pastorali-Lettere pastorali, Scrittura sacra, Teologia dogmatica, Apologetica, Bibliografie, Dizionari-bibliografie-vocabolari, Eloquenza sacra-panegirici, Franciscalia, Istituti vari, Letteratura straniera, Missionologia e Terra Santa, Pedagogia, Ecclesiatica, Teologia morale, Arti belle-scienza-miscellanea, Biografie, Eloquenza, Eloquenza sacra quaresimale, Funeralia, Diritto canonico e civile, Liturgia, Ordini religiosi e cavallereschi, Periodici, Storia profana.

Il fondo librario è composto da 13 incunaboli, tra cui vi sono alcune opere di Ioannes Duns Scotus, di san Bonaventura, di Sfera Ambrosio, di Nicolaus Panormitanus, ecc. Si va dal 1477 al 1499.

Delle edizioni, sono presenti circa: 336 volumi del Cinquecento, 663 del Seicento,
2.031 Settecentine, 9.008 Ottocentine, 5.620 Novecentine.

Un manoscritto, risalente probabilmente agli anni tra il 1476 e il 1500, è composto da 36 carte, in parte membranacee e in parte cartacee. Il testo è vergato da un’unica mano, in scrittura umanistica. Di alcune carte è autore Richardus de Sancto Victore (1110-1173); di altre è autore Franciscus de Maironis (1285ca-1328ca).

Un nucleo ricco e di grande pregio liturgico musicale comprende 15 Corali, risalenti ad anni compresi tra il 1451 e la piena età moderna. Una caratteristica di alcuni Corali è il “canto fratto”, che segna il passaggio dal classico canto gregoriano a quello polifonico. Il canto fratto, rappresentato dal suo prototipo più noto e citato, il Credo Cardinalis, nasce come amplificatio del canto piano e si esprime nella forma di solennizzazione più praticata anche nel XIII secolo, la polifonia semplice. La seconda voce non è messa per iscritto, proprio per permettere il continuo aggiornamento dell’amplificatio polivocale, secondo i gusti e le competenze dei cantori delle diverse chiese; ciò permette ad ogni chiesa di avere la sua melodia di controcanto, e così rendere il pezzo peculiare di quella chiesa sottolineandone la singolarità.

Nel 2008 alcuni codici sono stati restaurati per interessamento della dott.ssa Maria Cristina Zanardi e la sovvenzione del Ministero per i Beni Culturali e Librari. Dal 9 ottobre 2009 al 14 febbraio 2010 è stata accolta presso il Museo Diocesano di Vicenza una prestigiosa Mostra di Corali dei Conventi dei Frati Minori del Veneto.

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