Frati

Quando il giovane Francesco di Assisi cominciò a seguire il Signore, ben presto alcuni suoi amici gli chiesero di vivere con lui e come lui: “Il Signore mi diede dei fratelli” dirà nel suo Testamento.  Vissero nell’esperienza di essere e sentirsi figli di Dio, e quindi fratelli tra di loro.
Fratelli, cioè frati.
Non è pensabile che un frate viva da solo: vive con gli altri, cioè in una Fraternità. E non è pensabile nemmeno che i frati rimangano rinchiusi nel loro convento: vivono in contatto con tutti, come fratelli degli uomini, delle donne e del creato. “Il nostro chiostro è il mondo”.

Minori

Il papà di Francesco era un ricco mercante e tendeva alla ‘scalata’ per diventare sempre più uno di quelli che contano nella società e che dominano con i soldi, il prestigio, il potere: essere tra i ‘maiores’.
Francesco scelse l’altra strada: diventare ‘minore’, cioè entrare nella categoria dei ‘piccoli’ del Vangelo, come Gesù che venne non per essere servito ma per servire.
Volle essere “frate minore” e volle che così fossero e si chiamassero quanti lo seguono.

Attualmente

A Lonigo san Daniele siamo in 15 frati, dai 30 ai 100 anni. Una diversità e una varietà che balzano evidenti: diversità di formazione, di provenienza, di carattere, di storia intessuta dalle varie esperienze. Diversità anche di ruoli all’interno della Fraternità e nelle attività svolte. Solo il fascino di Francesco può riuscire a mettere insieme persone così diverse e tentare di intessere una Fraternità!  Francesco stesso, quando gli chiesero quale fosse il suo identikit di ‘frate’ restò per un momento perplesso; poi mise in armonia quelle che sono le particolarità che qualificano ogni persona.

“E diceva che sarebbe buon frate minore colui che riunisse in sé la vita e le attitudini dei seguenti frati:

la fede di Bernardo,
la semplicità e la purità di Leone,
la cortesia di Angelo,
l’aspetto attraente e il buon senso di Masseo,
la mente elevata nella contemplazione che ebbe Egidio,
la virtuosa incessante orazione di Rufino,
la pazienza di Ginepro,
la robustezza fisica e spirituale di Giovanni delle Lodi,
la carità di Ruggero, …”  (FF 1782).

In cosa consiste la nostra vita

Non si può descriverlo in poche righe. Anche perché è un ‘vivere’ prima che un ‘agire’. Come nella vita di una famiglia, al primo posto vengono le relazioni, le attenzioni verso le necessità dei fratelli, ciò che è utile per lo svolgimento della vita quotidiana. Così ogni attività è importante non in se stessa, ma in quanto è un contributo per la Fraternità.

Lavoro manuale in orto, cucina, sacrestia, biblioteca, parco, ambienti interni, assistenza ai frati anziani o ammalati, ministero in chiesa e nelle parrocchie vicine, assistenza all’Ordine Francescano Secolare e alla GiFra, animazione dei gruppi di ragazzi e adolescenti, accoglienza di persone singole all’interno della vita della Fraternità, studio, insegnamento nella Scuola “Angelico Melotto”, …

Tutto ciò è possibile e può portare frutto solo se alla base i frati coltivano un profondo rapporto con Dio nella preghiera, nel confronto con la Parola,…

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